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	<title>bananage.com &#187; Hacker</title>
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	<description>La Repubblica delle Banane</description>
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		<title>Hacker attaccano le Poste</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 09:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sotto attacco il sito delle Poste italiane. Pirati informatici ne hanno alterato l&#8217;homepage, scrivendoci una propria nota in italiano, dove dichiarano perché l&#8217;hanno fatto: per dimostrare quanto siano deboli le protezioni di Poste e così allarmare i correntisti sulla sicurezza dei loro dati.
Poste smentisce che questi siano mai stati in pericolo, tuttavia. Alle 20.20 di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.bananage.com/blog/img/oscurato.jpg" alt="" width="230" height="199" />S<span style="font-size: medium;">otto attacco il sito delle Poste italiane. Pirati informatici ne hanno alterato l&#8217;homepage, scrivendoci una propria nota in italiano, dove dichiarano perché l&#8217;hanno fatto: per dimostrare quanto siano deboli le protezioni di Poste e così allarmare i correntisti sulla sicurezza dei loro dati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Poste smentisce che questi siano mai stati in pericolo, tuttavia. Alle 20.20 di sabato sera, l&#8217;attacco: il sito di Poste.it è stato sfregiato dai pirati. Dopo 30 minuti i responsabili se ne sono accorti e hanno messo il sito offline, rendendolo quindi non più raggiungibile dagli utenti.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Sul sito campeggiava una grande scritta, &#8220;hacked&#8221;, e una nota scritta dai due presunti hacker, che si sono firmati Mr. Hipo e StutM. &#8220;Perché questo atto di forza? Per dimostrare a milioni di italiani che i loro dati sensibili non sono al sicuro! Sembra pazzesco &#8211; si legge &#8211; eppure tutta la sicurezza garantita nei servizi online di e-commerce è solamente apparente&#8221;, era scritto nella nota. &#8220;Per vostra fortuna noi siamo persone non malintenzionate, perciò i vostri dati e i vostri accounts non sono stati toccati; ma cosa succederebbe &#8211; si legge ancora &#8211; se un giorno arrivasse qualcuno con intenzioni ben peggiori delle nostre?&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;Con questo gesto quindi &#8211; continua la nota &#8211; invitiamo i responsabili a occuparsi della grave mancanza di sicurezza nei servizi online delle Poste s.p.a.&#8221;. I responsabili però minimizzano. &#8220;È solo un &#8216;defacement&#8217; che riguarda il sito informativo di Poste.it. Non sono stati violati i server con i dati personali degli utenti, che quindi non sono mai stati in pericolo&#8221; dice a <em>Repubblica.it</em></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il defacement è un&#8217;azione dimostrativa abbastanza comune, che consiste nello sfregiare un sito. Al solito, per riuscirci, i pirati sfruttano bug ed errori sul server che regge il sito. &#8220;Ancora non sappiamo come l&#8217;hanno fatto. Lo sapremo entro domani mattina, probabilmente. Adesso la polizia postale è nei nostri datacenter per le indagini sul caso&#8221;, aggiunge. &#8220;I defacement comunque sono un fenomeno abbastanza fisiologico su internet, se ne contano circa mille all&#8217;anno solo in Italia&#8221;.<br />
Gerardo Costabile, responsabile Sicurezza Logica, Poste Italiane. </span><!--inserto--></p>
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<p><!--/inserto--><span style="font-size: medium;"><br />
Vero è che, negli anni, i pirati hanno colpito così siti di varie levature, anche istituzionali. Nel 2006 è capitato persino al ministero della Difesa. &#8220;Questa volta fa rumore perché si tratta di Poste e perché i pirati lanciano un&#8217;accusa in italiano&#8221;, aggiunge. Questo dettaglio in effetti è inusuale. Di solito i defacement sono neutri (semplicemente i pirati fanno vedere quanto sono bravi e scrivono in inglese); stavolta hanno voluto invece gettare fango direttamente sulla reputazione di Poste. Aspetti che potrebbero indirizzare le indagini verso i responsabili.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><em><span style="font-size: small;">Repubblica.it</span></em><br />
</span></p>
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		<title>Hacker si dichiara colpevole</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 09:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[colpevole]]></category>
		<category><![CDATA[Hacker]]></category>
		<category><![CDATA[Miami]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Albert Gonzalez 28anni di Miami, informatore del governo e dell&#8217; FBI è autore di uno dei furti di personalità più gravi che gli stati uniti abbiano mai visto.
Il numero di reati commessi è di 19 tra, frode informatica, frode a dispositivi d&#8217;accesso, aggravato dal furto di identità, di dati di carta di credito e di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.bananage.com/blog/img/gonzalez.jpg" alt="" width="180" height="209" />A<span style="font-size: medium;">lbert Gonzalez 28anni di Miami, informatore del governo e dell&#8217; FBI è autore di uno dei furti di personalità più gravi che gli stati uniti abbiano mai visto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il numero di reati commessi è di 19 tra, frode informatica, frode a dispositivi d&#8217;accesso, aggravato dal furto di identità, di dati di carta di credito e di debito dei seguinti rivenditori: TJX<br />
Companies (owner of T.J. Maxx), BJ&#8217;s Wholesale Club, OfficeMax, Boston<br />
Market, Barnes &amp; Noble, Sports Authority).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gonzalez, insieme ad altri 10 provenienti dagli Stati Uniti, Europa dell&#8217;Est e Cina, sono stati accusati nel mese di agosto 2008, di frode in dettaglio in sistemi di carte di credito di pagamento utilizzando il wardriving (alla ricerca di reti wireless non protette durante la guida di un portatile), e l&#8217;installazione di programmi sniffer per acquisire i dati.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Secondo i termini degli accordi, Gonzalez rischia fino a 25 anni di carcere per le accuse di Boston e fino a 20 anni per il possesso di New York. Inoltre dovrà anche pagare multe di almeno 500.000 dollari.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda la restituzione, Gonzalez ha accettato di rinunciare al suo condominio a Miami, a una 2006 BMW 330i, un anello di diamanti Tiffany, gli orologi Rolex, e più di $ 1 milione in contanti, che sono stati sepolti nel giardino di casa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Che la sentenza è prevista per l&#8217;8 dicembre. Avvocato Gonzalez &#8216;, Rene Palomino, non ha subito risposto a una richiesta di commento.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><br />
</span><a href="http://news.cnet.com/8301-27080_3-10350858-245.html?part=rss&amp;subj=news&amp;tag=2547-1_3-0-20">Fonte</a></p>
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